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Sì, Marketing del cuore lavora sui simboli e sulla percezione  immateriale delle cose.

E’ un aspetto cardine, ma c’è un altro importante elemento su cui lavora, su cui costruisce, su cui genera una storia riguardo una località turistica o un prodotto.

In una nuova mappa dei bisogni umani aggiornata alla nostra era, non ci sono solo mangiare, dormire, coprirsi e generare profitto: c’è bisogno di speranza, di elevazione spirituale, di occhi nuovi con cui guardare il mondo. Quest’ ultimo aspetto probabilmente per ancorarsi alla salvezza delle meravigliose piccole cose, della quotidianità e dei tesori celati dalla frenesia della società moderna e la sua velocità.

 

Quali sono gli occhi con cui si apprezzano le piccole grandi meraviglie? Quali sono gli occhi che amano nella maniera più pura e nella maniera più nobile quello che si fa nel quotidiano?

Gli occhi di bambino. Gli occhi che sanno meravigliarsi e commuoversi davanti alla natura, davanti all’esperienza, al gioco e alla sorpresa.

Spesso i bambini sono il target più gettonato per le località turistiche, e “ vacanze per famiglia con bambini” è sicuramente una locuzione chiave su cui albergatori e motori di ricerca battono in continuazione. Ma ci insegna qualsiasi banale teoria di comunicazione che per capirsi emittente e ricevente devono parlare lo stesso linguaggio. Per parlare di una destinazione turistica che rivolge la sua comunicazione al target “bambini” deve parlare la loro lingua, cercare occasioni per farli esprimere, generare ricordi da assaporare a casa e da vivere con la memoria (a tal proposito meriterebbero un post a parte il quaderno di viaggio e il fumetto sulla storia del granchietto Bibi, proprio perché testimoniano la generazione del ricordo da assaporarsi a casa, cartaceo in mano)…

Ma non solo.

Il “nostro” bambino interiore

Ci sono anche altri aspetti che “lavorare attraverso gli occhi di bambino” recano con sé. Ad esempio creare una comunicazione ad hoc che svela i segreti di una destinazione turistica apprezzati dai bambini (che non sono i parchi di divertimento, intendiamoci, ma l ‘IDENTITA’ e la storia di un post, la sua filosofia di vita, le sue tradizioni, assaggiati e “sentiti” dal palato buongustaio dell’infanzia).

Ciò porta con sé anche un punto d’incontro forte e intenso con  il bambino interiore degli adulti. Richiamati dal nostro inconscio che viene solleticato, volente o nolente, da questo modo di vedere le cose.

Perchè seppur sepolto e nascosto nelle profondità del nostro animo, lui vive. E stare ad ascoltarlo, interagire con lui è il miglior regalo da fare a se stessi.

Ebbene, dopo tutte queste grandi distese di parole, che sembrano filosofeggianti e poco vicine alla realtà, cosa mi direste se vi dicessi che c’è già stato un progetto che porta in sé tutti questi meccanismi di meta-comunicazione?

 

#Bibione4love

Non  è la sede per descrivere tecnicamente le dinamiche del progetto di comunicazione turistica, delle digital-pr che hanno coinvolto blogger e Instagramers di  fama internazionale. Mi vorrei soffermare su ciò che ha reso questo progetto un’avanguardia, pur recuperando valori eterni.

 

La mostra di disegni dei bambini di Bibione

Tutte le scuole di Bibione hanno commissionato ai bambini un disegno: “Presenta la tua città ad un bambino straniero” e tutte le opere (numerosissime) sono state esposte in una tensiostruttura.

Via libera alla creatività che ha permesso ai bambini di tutte le scuole primarie della zona di presentare ad un bambino straniero qualche angolo di Bibione e della sua natura.

Andiamo a fondo: cosa c’è di così importante da meritarsi un post intero in questo gesto?

Pensiamo ai bambini, che hanno una grande percentuale di genitori che lavorano nel mondo del turismo. Pensiamo a quanti bambini hanno “subito” il lavoro domenicale e le ore passate a lavorare d’estate dei genitori occupati durante la stagione estiva.

In qualche modo, questa situazione incontra la “consegna” della scuola: disegnare il proprio amico straniero che viene, come turista, a Bibione.

E’ qui che accade il miracolo: i bambini si sentono orgogliosi del fatto che Bibione possa essere calamita per famiglie come la sua, che ci siano persone che da altri paesi raggiungano Bibione.

Ciò acquista grande significato nel loro minuscolo e gigantesco cuore. L’orgoglio indigeno viene coltivato, all’insegna del rispetto e dell’amore per la città natia.

E lo si vede nel tripudio di disegni legati al blu del mare, al verde della natura, ai cavalli allo strato brado nelle riserve naturali. Nei disegni della mostra non esiste un albergo, ma esiste il sole, il faro, il mare, i casoni antichi e tutto quello che amano i bambini, che altro non sono che i VALORI puri legati ad un luogo.

E il massimo della forza della fantasia compare nella più strabiliante delle interpretazioni: c’è anche una Bibione presentata agli alieni!

 

 

 

Alessio Carciofi

Alessio Carciofi

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